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domenica 26 luglio 2009

Continuous Integration as solution in Economic Meltdown?

Ognuno ha la sua vision ma la costante di questa fase economica è che quasi tutte le aree tecniche IT sono focalizzate... sui budget disponibili!!!
Budget che sono oggi, ancor di più che nel passato, il vero driver di ciò che è possibile fare o non fare…
“In economic meltdown CFO is a CIO!!!” e mai come adesso, in qualsiasi realtà, forse questo è vero!!!
L'economic meltdown probabilmente sarà la tomba di ciò che si è già rivelato inefficace nel corso degli ultimi anni ... Le rigide modalità organizzative dipartimentali (anni ‘80) che “generano” solo conflitti di competenze (e questo lo sapevamo già bene!)... spazzate via quindi...
Ma spazzato via ugualmente anche il modello (anni 2000) su cui si erano riposte invece molte speranze di Creative Software Factory ….
Modello, quest’ultimo, che ha mostrato la corda purtroppo per profitti troppo bassi o inesistenti ...rispetto ai costi di un sostanziale R&D in continuum
Qualcosa del genere fanno gli americani ma loro hanno l'esperienza consolidata dei Venture Capitalist... un "concreto" R&D che in Europa ammettiamolo ... nessuno sa veramente fare... nè il Pubblico nè il Privato...
Purtroppo altri modelli consolidati al momento non sono in vista, li stanno cercando tutti del resto.
L’unica cosa che forse si può fare, secondo le best practices raccomandate, almeno per le aree di competenza tecnica, è di avvicinarsi il più possibile alle esigenze di:

a) Time to market
b) Business Continuity

In sostanza velocità di implementazione e stabilità di piattaforma.
Gli unici modelli architetturali compatibili per gestire entrambe queste esigenze sono forse quelli della Continuous Integration & Perpetual Beta ... Anche perchè consentono di comprimere, (perchè gestiti in modalità automatica!!!) i costi di ruoli diversificati (tester, operation, management, software developer).



Sono modelli verso cui ogni giorno converrebbe ruotare pian piano le piattaforme ed infrastrutture software.

Sulle discipline di project management anche lì c’è profonda evoluzione in corso ed il profilo di PM&Manager tradizionale, mero pusher & dispatcher di attività, sta mostrando definitivamente la corda anch’egli…
Anzi si sta sempre di più facendo strada il modello di riferimento di PM&Manager a forte valenza tecnica … con competenze di business ed attenzione ai costi, ai profitti ed ai budget….
Sono questi PM quelli ideali per essere connector tra le aree tecniche e di business e sono questi profili i veri catalizzatori di attività e fatturati per le aziende.
Con questi profili difficilmente sorgono problemi di efficienza ed efficacia delle strutture … perché si tratta di Manager che hanno già dimostrato sul campo, ed a tutti i team coinvolti, di essere tecnici ed esperti di business allo stesso tempo…

sabato 9 maggio 2009

RSS Feed questi sconosciuti...

Sempre più spesso ci capita di spiegare cosa siano i feed RSS e quali siano le potenzialità di questo strumento semplicissimo.
Strumento che consente sia di esporre i propri contenuti sul web sia di leggerli separati dal loro contesto di pubblicazione.

Vi è su YouTube un video (di cui esiste anche una versione italiana) efficacissimo e molto chiaro su come gli RSS stiano rivoluzionando la modalità di fruizione dei contenuti sul web.

Il navigatore online sta passando infatti da una modalità sostanzialmente passiva (user che si indirizza verso le news) ad una invece attiva (sono le news/contenuti, e solo quelli selezionati, che viaggiano verso lo user).

Lo schema seguente da un'idea di come agiscono gli RSS.

Il web quindi sta modificando rapidamente il rapporto di forza esistente tra chi produce i contenuti (e ne detiene la possibilità di accesso e distribuzione) ed il lettore.

Lettore che, ormai, non è più solo soggetto passivo ma è egli stesso parte attiva del processo di selezione e creazione dei contenuti.

E gli RSS sono gli apriscatole a bassisimo impatto sufficienti per questo sostanziale cambio di paradigma in corso...

Ecco il link http://www.youtube.com/watch?v=8FmePY7dwDg

sabato 7 marzo 2009

Use of SOA and Web Services Technologies for EA Migration

SlideShare Presentation del 2007 ma sempre attuale.
Importantissima la Web Service Classifications.
Spesso nel corso della definizione delle specifiche architetturali si ascolta da alcuni membri del team la famigerata frase "facciamolo con un web services"!
Se quel web services non rientra in alcuna tipologia classificata forse si sta decidendo di utilizzare lo strumento sbagliato!!!

The Power Of Refactoring

SlideShare Presentation sull'argomento del code refactoring e su come esso sia basato su principi e metodi che lo rendono assai diverso da una semplice operazione di riscrittura del codice.

Rifattorizzare il codice è peraltro attività da considerarsi ormai ordinaria e prassi quotidiana, soprattutto in ambito di Web Technologies dove la modalità operativa è sempre più perpetual beta.

martedì 10 febbraio 2009

Chris Peters: Microsoft Office Architect, Synchronize and Stabilize!

Vi è da anni nel settore delle metodologie relative allo sviluppo software un gran parlare e discutere su quale sia il processo più efficace o più adatto …
Nell’ambito delle tecnologie web (che sono oramai le tecnologie di punta per tutte le software farm, o quanto meno quelle su cui vi è maggior aspettativa) ormai si è di fatto affermato il concetto di perpetual beta (beta perenne)… il software cioè si evolve così velocemente e così agganciato al business da non consentire di arrivare ad una versione stabile del prodotto. Il paradosso è che la versione Online del software web, pur essendo sempre in versione beta, ha un suo livello di stabilità intrinseca dato anche dalla capacità e dall’abitudine mentale dei developer che lo evolvono e lo mantengono in esercizio di aggiornare progressivamente e fixare i bug e le nuove funzionalità con continuità… Essi sincronizzano e stabilizzano il software praticamente ogni giorno…
In effetti, e pochi lo sottolineano, tale metodologia di prassi oramai nell’ambito web (vedi Google e la sua consolidata filosofia di always in beta version) ha un suo precursore nel lavoro e nella teorizzazione realizzata in Microsoft a partire dalle prime versioni di Windows (anni '80) mediante un processo definito come Synchronize-and-Stabilize.
Synchronize-and-Stabilize è un processo di sviluppo software assai efficace ed orientato principalmente alla realizzazione del prodotto… come dicono gli americani focalizzato fortemente quindi unicamente to ship products.
Ecco di seguito le parole, che descrivono con efficacia tale filosofia di sviluppo software, di Chris Peters, l’Architetto Microsoft che guidò il team che integrò, in modalità Synchronize-and-Stabilize, le prime versioni di Microsoft Office :

Everybody in a business unit has exactly the same job description and that is to ship products. Your job is not to write code. Your job is not to test. Your job is not to write specs.

Your job is only to ship products....

When you wake up in the morning and you come to work, you say what is the focus? Are we trying to ship? Are we trying to write code? The answer is we are trying to ship.... You're trying not to write code.

If we could make all this money by not writing code, we'd do it.”

martedì 27 gennaio 2009

Architects: John Von Neumann, l'Architetto Supremo

E' difficile, molto difficile, scrivere di John Von Neumann... In realtà dovrebbe esserci tanto materiale in rete su questo mito dell'informatica da rendere pressochè inutile aggiungere nulla. E nulla di ulteriore...
Ci si immagina che, essendo John Von Neumann l'Architetto Supremo, colui che ha reso di fatto possibile tutto ciò che possiamo definire come "mondo digitale", Internet compresa, niente debba essere aggiunto.
Ed invece la Rete non omaggia per niente il suo Creatore ...
Vi è pochissimo materiale, per di più assai disorganico, per chiunque voglia approfondire l'argomento. Ma forse non è solo colpa della Rete in verità.
Ho un ricordo personale di quando ebbi uno dei miei primo incontro con il mondo della programmazione e dei calcolatori.
Università, corso di Programmazione dei Calcolatori Elettronici. Von Neumann fu solo una citazione, al volo ed assai superficiale in verità, da parte del professore di turno.
Un sintetico accenno al diagramma (capolavoro di astrazione e semplicità) sull'architettura della MAG (Macchina Astratta Generalizzata), qualche cenno storico sull'ENIAC (il primo elaboratore così come noi oggi lo intendiamo) e via, subito avanti con il corso di programmazione... Fortran 77 ed UNIVAC 1100 (schede perforate!) come elaboratore del Laboratorio di Informatica.
Si dice che Von Neumann disegnò lo schema della MAG in pochi minuti, dopo aver compreso immediatamente che i progettisti di ciò che divenne poi l'ENIAC brancolavano nel buio ... nel buio fitto dell'Assenza dell'Intuizione.

Oggi, quasi sempre, quando si parla di Von Neumann e del suo Supremo Eclettismo (è stato anche uno dei più grandi matematici dell'era moderna), non sono pochi, purtroppo, i professionisti del settore IT che frugano alla rinfusa nella propria memoria.

E stiamo parlando, quando parliamo di Von Neumann, di colui che postulò e rese possibile l'applicazione del bit come unità di misura elementare dell'informazione.

Von Neumann è stato, comunque, senz'altro un genio e come spesso accade per le personalità eccezionali, di certo anche un genio del male.

A lui dobbiamo, infatti, anche la prima sistematica e non disinteressata collaborazione della scienza con l'industria degli armamenti. Ciò tramite un'organizzazione, la Rand Corporation, di cui egli fu uno dei massimi esponenti ed anche, forse, azionista occulto.

Insieme al suo amico, il fisico nucleare Edward Teller, scomparso peraltro di recente, rappresentò l'altra faccia della scienza, quella che negli Stati Uniti proponeva ad ogni riunione strategica presso il Gabinetto Presidenziale, l'esigenza di garantirsi il "primo colpo" durante la cosiddetta Guerra Fredda. In piena aderenza ai principi della Teoria dei Giochi.

I loro avversari, di Teller e Von Neumann, erano i Fermi, gli Oppheneimer, Einstein ed il paradosso era che tutti loro insieme, gli avversari di Von Neumann, che dopo la fine della seconda guerra mondiale assunsero il ruolo di colombe pacifiste, in realtà avevano loro stessi contribuito in maniera decisiva alla creazione del Nucleare Militare.

Molto più dello stesso Von Neumann che vediamo in una foto storica qui di seguito insieme ad Oppheneimer ed all'ENIAC.


Fermi aveva dimostrato la possibilità della reazione atomica di fissione, e sapeva bene, quando replicò l'esperimento negli Stati Uniti, a cosa sarebbe servito.
Einstein aveva addirittura scritto una lettera di preghiera al presidente Roosvelt affinchè si dotasse il progetto Mahnattan dei finanziamenti necessari. Ed Einstein argomentava la richiesta motivandola con la terribile necessità di sconfiggere ad ogni costo il mostro nazista.
Per Von Neumann il mostro da sconfiggere a qualsiasi prezzo sarebbe stato quello comunista.

Oppenheimer, last but not the least, fu lo scienziato dotato di capacità organizzative eccezionali che rese possibile arrivare alla Bomba in pochissimi anni. Il responsabile operativo dell'organizzazione del Progetto Mahnattan. Uno dei pìù grandi Organizzatori della storia, forse in quel periodo secondo solo ad Albert Speer, il Ministro degli Armamenti di Hitler, un altro Architetto. Architeto di Organizzazioni.
Tutti colombe comunque, Einstein e quelli della sua cerchia, dopo il lancio della Bomba...

L'unico demone ufficiale per così dire, però, è rimasto Von Neumann ... dimenticato o meglio omesso. Conosciuto solo dagli specialisti del settore, dai matematici e del tutto ignoto ai più.
Il creatore della Teoria dei Giochi, altro caposaldo fondamentale tra innumerevoli discipline scientifiche, insieme a Nash ... ma questa è ancora un'altra storia...

lunedì 26 gennaio 2009

Enterprise Web 2.0 Agenda del 2009 – Dion Hinchcliffe Predictions

Il guru del Web 2.0, Dion Hinchcliffe, ha di recente pubblicato un abstract delle sue predizioni relative al 2009. Previsioni e trend attese da tutta la comunità mondiale dell'enterprise Web 2.0.
Ovvia premessa … anche Hinchcliffe prende atto della grave situazione economica mondiale, ma con lo spirito tipico degli americani (e l’elezione di Obama, interprete di un auspicato New Deal è significativa in tal senso) anche il guru indiscusso del Web 2.0 mondiale ritiene che, dal punto di vista dell’IT, si sia di fronte ad una singolare chance.

Chance è un termine che esiste sia nel vocabolario francese sia in quello anglosassone.

Per i francesi ha più il significato di destino, fato.

Per gli anglosassoni significa prevalentemente sfida, opportunità.

… e da come sta reagendo il Vecchio Continente alla crisi mondiale si comprende la netta differenza tra i Due Mondi …
L’Europa sta attendendo il suo destino in una sostanziale inazione, aspettando che, per così dire, passi la bufera…
L’America sta cercando invece attivamente la sua chanche, sfida…

Ed il Web 2.0, per gli statunitensi, rappresenta una delle opportunità più chiare, certe e definite in ambito di web technologies.

Opportunità peraltro estremamente pragmatica e concreta.
Lo schema precedente di Hinchcliffe è chiaro ed immediato.
Solo due note ci interessa quindi sottolineare del suo articolo (che può essere visionato integralmente al link http://blogs.zdnet.com/Hinchcliffe).

Le piattaforme di Social Network, secondo Hinchcliffe, conviene estenderle e dispiegarle soprattutto:

  • verso ed in integrazione con i sistemi CRM, che già hanno necessità vitale di espandere la qualità dell’interazione con i Clienti (gestire in sostanza quello che i Call Center non sono stati in grado di gestire in questi anni)

  • per la condivisione della conoscenza interna alle aziende (le piattaforme di collaborazione lavorano più efficacemente in modalità Wiki e su sistemi basati su criteri di social networking in integrazione e collaborazione con il mondo esterno – vedi caso del R&D della Procter & Gamble esternalizzato in modalità Wiki).

In questa ottica sono purtroppo assai sintomatici gli atteggiamenti di chiusura (blocco delle porte Internet, per i loro dipendenti, verso tutte le piattaforme Web 2.0 come Twitter, Facebook, You Tube, Instant Messanging come Microsoft Messenger…) che molte aziende europee stanno attuando in maniera sistematica nei confronti del Web 2.0 che dilaga ormai su Internet.

Dilagano e si espandono le piattaforme Web 2.0 e come tutte le novità tecnologiche fanno anche un po’ paura!!!

Vi è di certo un equivoco su cosa sia il Web 2.0 e di come siano acceleratori virali e catalizzatori di conoscenza (Internal Knowledge) le reti sociali e non si comprende quindi la chiusura anche dei mass media (vedi sempre le campagne aggressive di denigrazione di Facebook sui media tradizionali - stampa e televisione soprattutto - anche se in quel caso forse si è dinanzi ad una battaglia tra competitor!) verso tali tecnologie.

In fondo, però, tale atteggiamento di chiusura era lo stesso che le aziende e non solo loro avevano anni fa verso tutto il mondo Internet nella fase iniziale della sua espansione.
Il paradosso estremo poi è che spesso le aziende che bloccano e chiudono piattaforme come Facebook o Messenger sono le stesse che stanno magari progettando di vendere o fornire, ai loro stessi Clienti, piattaforme di collaborazione Web 2.0!!!
E’ evidente la contraddizione e quindi si è fiduciosi, insieme a Dion Hinchcliffe, che tali comportamenti, se vogliamo in fondo anche schizofrenici, prima o poi saranno riconsiderati…

martedì 26 agosto 2008

Paradigma SOA ed evoluzione verso architetture WOA (Web Oriented Architecture)

E’ sempre interessante osservare l’evoluzione dei modelli con i quali i developer, nel corso degli ultimi decenni, hanno dovuto confrontarsi nell’ambito dello sviluppo ed integrazione di applicativi e piattaforme software.
Si è passati, ed in fondo è, forse, il percorso professionale tipico di tutti quelli che, come il sottoscritto, hanno passato da poco la quarantina, dalla programmazione strutturata alla programmazione object oriented.
Ricordiamo (con nostalgia!) il mitico Fortran 77, appreso all’università, che “girava” su di un UNIVAC 1100 a schede perforate!!!
Cambio di paradigma “rivoluzionario”, questo relativo alle modalità di programmazione, che non tutti quelli della nostra generazione hanno poi, effettivamente, compiuto!!!
Sempre in tema di ricordi rammentiamo, ancora oggi, gli sforzi personali, in veste di tutor, verso colleghi più “anziani”, cobolisti DOC, peraltro professionisti eccezionali, per convincerli del fatto che il maneggiare una classe, un oggetto, i concetti di istanze delle classi, incapsulamento, ereditarietà, polimorfismo li avrebbe condotti poi ad essere padroni dei moderni linguaggi di programmazione e li avrebbe resi, almeno per determinate e numerose tipologie di applicativi, notevolmente più produttivi.
Ricordiamo bene gli sguardi interrogativi di alcuni di quei colleghi, per i quali il cambio di paradigma non avvenne…
Quell’atteggiamento si avverte spesso, anche oggi, per quello che è stato il salto successivo, che come sottolineano giustamente numerosi analisti del settore, per molte organizzazioni non risulta ancora compiuto, oppure compiuto in maniera assai incompleta e superficiale.
Come dicono in maniera estremamente efficace gli anglosassoni:

“SOA is NOT working in most organizations."

E queste organizzazioni, in cui i paradigmi SOA non sono adottati oppure, forse, sono al primo stadio di integrazione SOA, hanno un solo destino all’orizzonte…

Saranno inevitabilmente molto distanti, con pesantissimi gap da recuperare, da una fase che, invece, per molte strutture “illuminate” è già in corso.
La Web Oriented Era.
La fase ed i paradigmi architetturali successivi alle Service Oriented Architecture, per certi versi già obsolete!!!
L’Era delle architetture WOA, Web Oriented Architecture
Dove l’interazione, l’interoperabilità è e sarà tra tutte le generiche risorse (Resources) e gli engine di mashup.
Engine dove risiederanno i core dei sistemi di interazione …
Eventualmente workflow e code di aggregazione/trasformazione dei contenuti (siano essi data - esposti tramite Web Services - oppure content – gestiti mediante feed RSS/RDF compliant !!! ).
Uno degli schemi più rappresentativi dell'evoluzione in atto è la figura sottostante, di cui siamo debitori ad uno dei principali “guru” ed osservatori della rivoluzione in corso, Dion Hinchcliffe.


mercoledì 20 agosto 2008

Web 2.0 e Gartner Hype Cycle 2008

Tra le tecnologie analizzate dagli esperti di Gartner una in particolare ha già raggiunto un grado di maturità tale da farla ritenere ormai prossima alla definitiva affermazione:

- Web 2.0

“I concetti propri del Web 2.0 sono stati adottati entusiasticamente dal mercato consumer - secondo gli analisti di Gartner - e questo, come è già successo per altri modelli e tecnologie costituirà un potente driver alla loro diffusione all’interno delle aziende, dove stanno comunque già suscitando un notevole interesse.

Uno dei principi basilari del Web 2.0 è infatti quello della collaborazione mediante strumenti e applicazioni quali:

- Blog
- Wiki
- Social network
- Content tagging
- Mashup

Strumenti che indubbiamente favoriscono la collaborazione partecipativa e sono quindi in grado, se correttamente impiegati, di migliorare sensibilmente la produttività di chi lavora nelle aziende.

Tali strumenti faranno sì che nel giro di pochi anni potrebbe effettivamente aprirsi una nuova era per l’IT caratterizzata da sistemi, applicativi e processi participant-driven”.

Gartner Hype Cycle 2008

E' da poco stato pubblicato l'Hype Cycle 2008 della Gartner ... qui di seguito un estratto delle loro analisi e previsioni sulle tecnologie emergenti... l'intero documento (40 pag. circa) è acquistabile sul sito della Gartner, http://www.gartner.com/, ad un costo pari a 1995$...

Lo schema di presentazione è quello solito delle tavole Gartner e passa per le seguenti 5 fasi:

On the Rise - l’Invenzione (Technology Trigger)
Erasable Paper Printing Systems
Context Delivery Architecture
Behavioral Economics
Mobile Robots
Augmented Reality
Surface Computers
Cloud Computing
3-D Printing

At the Peak - la Sopravvalutazione (Peak of Inflated Expectations)
Microblogging
Green IT
Social Computing Platforms
Video Telepresence

Sliding Into the Trough - la Disillusione (Trough of Disillusionment)
Solid-State Drives
Public Virtual Worlds
Web 2.0
Service-Oriented Business Applications
Virtual Assistants
RFID (Case/Pallet)
Corporate Blogging
Idea Management
Social Network Analysis
Wikis
Electronic Paper

Climbing the Slope - la Riprogettazione (Slope of Enlightenment)
Tablet PC
SOA
Location-Aware Applications

Entering the Plateau - la definitiva Affermazione (Plateau of Profitability)
Basic Web Services

Figure 1. Hype Cycle for Emerging Technologies, 2008


[Gartner Highlights 27 Technologies in the 2008 Hype Cycle for Emerging Technologies

Green IT to Gain Momentum Through 2009, Driven by Concerns of Climate Change and Opportunities to Save Costs Through Energy Efficiency

Egham, UK, August 11, 2008 — Gartner, Inc. has identified 27 emerging technologies and predicts that eight of these will have a transformational business impact and should be strongly considered for adoption by technology planners in the next 10 years, according to the report "Hype Cycle for Emerging Technologies, 2008."

"Although Web 2.0 is now entering the Trough of Disillusionment, it will emerge within two years to have transformational impact, as companies steadily gain more experience and success with both the technologies and the cultural implications," said Jackie Fenn, vice president and Gartner Fellow. "Later — in between two and five years — cloud computing and service-oriented architecture (SOA), which is moving up the Slope of Enlightenment, will deliver transformation in terms of driving deep changes in the role and capabilities of IT.
Finally, public virtual worlds, which are suffering from disillusionment after their peak of hype in 2007, will in the long term represent an important media channel to support and build broader communities of interest."
Technologies and trends at or around the peak of the Hype Cycle in 2008 (see Figure 1) that will reach the plateau in two to five years are:

Green IT — Along with broader societal pressure for environmentally sustainable solutions, IT has the opportunity — and in many cases, a requirement — to improve the "greenness" of its own activities, as well as to contribute to broader company and industry environmental initiatives.

Cloud computing — As companies seek to consume their IT services in the most cost-effective way, interest is growing in drawing a broad range of services (for example, computational power, storage and business applications) from the "cloud," rather than from on-premises equipment. Many types of technology providers are aligning themselves with this trend, with the result that confusion and hype will continue for at least another year before distinct submarkets and market leaders emerge.

Social computing platforms — Following the phenomenal success of consumer-oriented social networking sites, such as MySpace and Facebook, companies are examining the role that these sites, or their enterprise-grade equivalents, will play in future collaboration environments. The scope is also expanding to incorporate the notion of social "platforms," or environments for a broad range of developers to build on the basic application.

Video telepresence — High-end videoconferencing systems (for example, from HP, Cisco, Teliris and others) that utilize large, high-definition (HD) displays and components to show life-size images of participants in meeting rooms or suites have proven significantly more effective than earlier generations of videoconferencing technology in providing a strong sense of in-room presence between remote participants. High cost is currently the barrier to broader adoption.

Microblogging— Pioneered by Twitter (although other services such as FriendFeed or Plurk are also available), microblogging is a relatively new addition to the world of social networking, in which contributors post a stream of very short messages (fewer than 140 characters) providing information about their current activity or thoughts, which can then be subscribed to by others. The phenomenon has caught on among certain online communities, and leading-edge companies are investigating its role in enhancing other social media and channels.]

giovedì 7 agosto 2008

Web Widgets

Il sogno di ogni editore online è quello di "write once"e pubblicare tutti i contenuti poi sui vari siti, portali e/o web application contemporaneamente.
Ciò è, da tempo, possibile grazie all'RSS (che è un sottoinsieme dell'RDF... siamo in pieno Semantic Web!!!) ed alla continua ascesa e diffusione, oramai "virale", dei web widget.
Pubblicare qualsiasi tipo di contenuti attraverso uno o più feed RSS è una delle scelte strategiche che può consentire agli editori online di aumentare considerevolmente il raggio di distribuzione dei propri contenuti.
Inoltre i web widget, basati sull'RSS, costituiscono, di fatto e sempre di più, una carta vincente, non solo per aumentare l'esposizione e la visibilità dei contenuti, ma anche per poter monetizzare e quindi ricavare guadagni da ciò che si è pubblicato.
Il 2008 è considerato l'anno spartiacque per i principali editori online e ci si attende di vedere nuovi strumenti che consentiranno agli editori ed ai loro lettori di confezionare e distribuire i contenuti in molti modi diversi.
Le modalità per riuscire a cogliere al volo le migliori opportunità in questo settore inesplorato possono essere identificate anche dalle seguenti regole cardine di Fred Wilson, guru del settore:
1 - Microchunk it - Reduce the content to its simplest form.
2 - Free it - Put it out there without walls around it or strings on it.
3 - Syndicate it - Let anyone take it and run with it.
4 - Monetize it - Put the monetization and tracking systems into the microchunk

1 - Fare "microchunking" - Rendere la struttura dei contenuti il più semplice possibile.
2 - Liberare i contenuti - Pubblicare tutto senza mettere vincoli o regole ai contenuti stessi.
3 - Fare "syndication" - Consentire a chiunque lo desideri di prendere i contenuti e ripubblicarli come meglio egli lo ritenga opportuno.
4 - Monetizzare i contenuti - Strutturare sistemi di "tracking" e conseguente monetizzazione per i contenuti pubblicati.

I web widget sono strumenti fondamentali per fare tracking e syndication dei contenuti online.
Gli esperti del settore ritengono anche che, presto, diverranno una delle principali modalità, se non probabilmente l'unica, con cui conseguire margini e ricavi nel settore dell'editoria online.

mercoledì 6 agosto 2008

Widget Marketing: la rivoluzione in corso

Il web sta mutando a velocità vertiginosa e da un web sostanzialmente passivo per gli "user" (Web 1.0) si sta passando ad un Web "collaborativo" (Web 2.0).
... e le piattaforme di "social computing" sono solo un esempio di tale rivoluzione in atto secondo lo schema seguente:


Uno degli strumenti principali per rendere più efficace le modalità di personalizzazione e "mashup" da parte degli "internauti" dei contenuti web è senz'altro il "widget".
Cosa è un widget? La miglior definizione è secondo noi la seguente di Will Price, nuovo CEO di Widgetbox

che e’ un’interessante piattaforma per creare widget in maniera semplice ed efficace. Price definisce i widget come:

"Widgets are portable applications that are user-defined, user-assembled, and consumed independent of the source of the underlying content, commerce, and application functionality. The combination of user-control and decentralized interaction to important services represents an important paradigm shift in how users discover, select, and consume the best of the web."

Il mercato dei widget è un mercato nuovo ed ancora poco sfruttato... infatti l’analisi sul rapporto relativo alla diffusione tra utenti/spese marketing nel settore dei widget è, sempre secondo le indicazioni di Will Price, la seguente:

“While widget penetration is at 65% of Internet users and growing, spend in the widget category in 2007 was less than $20m, or 0.1% of the total online ad spend market.”

E' chiaro quindi che al momento il "widget marketing" sia un mercato estremamente sottovalutato ed in ogni caso destinato ad una forte crescita già nell'immediato futuro. Ecco, comunque, il post integrale su Techcrunch relativo alle analisi di Will Price.

lunedì 14 luglio 2008

Strategic Planning – Processi e deliverables

Lo scopo di una infrastruttura IT è, fondamentalmente, quello di supportare il raggiungimento degli obiettivi del business attraverso un efficiente ed efficace uso dei sistemi ICT dispiegati.
Di conseguenza il business ha la necessità di dover essere tradotto in tecnologia e ciò può avvenire solo avendo definito, in precedenza, un Modello di Infrastruttura.

Modello di Infrastruttura ICT

La figura precedente mostra il fatto che le business unit ed i processi dipendono strettamente, ed ovviamente, dalla qualità e modalità di correlazione degli ICT services. Gli ICT services sono, a loro volta, dipendenti sia dalla Tecnologia d’Infrastruttura sia dagli elementi costituenti la stessa Infrastruttura. Tali ultimi elementi sono, ovviamente, forniti e dispiegati sia da team interni sia da fornitori esterni.
Le modalità di interazione tra gli ICT services ed il business sono e devono essere documentati tramite SLAs (Service Level Agreement) mentre le analoghe interfacce tra i team di supporto ed i fornitori devono, altresì, essere documentati e definiti in accordi di OLAs (Operational Level Agreement) e Contratti di Servizio, correlati anche essi dai necessari SLAs.
Nel caso si desiderino ulteriori dettagli relativamente a tali documenti è possibile far riferimento ai modelli di Service Support e Service Delivery contenuti all’interno della ITIL Library di cui il presente documento (white paper) è abstract.

Lo scopo dello strategic planning è quindi contribuire al design degli ICT services della infrastruttura richiesta e necessaria al business. E’ importante che le ICT strategies siano attestate e definite secondo le seguenti linee guida e best practices:
  • Allineate con la business strategy e le sue pianificazioni
  • Appropriate allo scopo, realistiche e concrete
  • Focalizzate sul business
  • Bilanciate tra obiettivi di breve e lungo termine
  • Opportune e ragionevoli
  • cost-effective
  • includere milestone di implementazione che siano effettivamente misurabili

Come mostrato nella seguente figura l’ICT planning riguarda molti livelli, dalla strategia al planning dell’infrastruttura operazionale ed è notevolmente influenzato, a tutti i livelli, dalla strategia di business e del conseguente strategic planning.

Business ed ICT planning - Livelli

Una strategia ICT è considerata un prerequisito ad un coerente planning relativo all’infrastruttura ICT, al planning tattico ed al planning operazionale.
Il complessivo process planning dovrebbe procedere attraverso i seguenti livelli e step mostrati nella seguente figura.


Planning levels e triggers.

La figura precedente mostra anche che le strategie, policy ed architetture non sono solamente costituite da documenti attivi e/o proattivi ma anche e soprattutto, reattivi.
Ad ogni buon conto si deve sempre considerare che l’infrastruttura ICT è un investimento a lungo termine che evolve parallelamente alle necessità di modifica (change management) guidate dal business ed in funzione del livello di richiesta relativamente ai servizi esistenti.
Quindi come mostrato in precedenza, ci sono differenti entry points all’ICT planning quando esso diviene necessario per:

  • supportare una nuova business unit
  • fornire un nuovo business service
  • migliorare le performance di sistemi e servizi
  • andare incontro alla domanda o rettificare limitati down relativamente ad alcune richieste caratteristiche operazionali
  • sostituire componenti/moduli/servizi all’interno di concordati budget operativi

Un approccio strategico dovrebbe essere sempre adottato in merito alla definizione di uno specifico planning relativo ad una infrastruttura ICT.

Questo implica anche il creare architetture per framework di lungo termine dell’infrattruttura ICT necessaria a supportare una determinata strategia ICT.

Lo sviluppo di una strategia ICT è comunque un obiettivo estremamente complesso. Proprio per tal motivo è necessario e vitale che appropriate risorse e tempo siano investiti e dedicati allo sviluppo della strategia.
Le migliori strategie ICT sono guidate dal business e dalle necessità del business. Per tali motivi, come esplicitato dalla figura seguente, gli attivatori per lo sviluppo e revisione continua di una strategia ICT dovrebbero essere proprio lo sviluppo e revisione parallela delle strategie di business e relativi planning.


Lo sviluppo dell’ ICT Strategic Planning.

 
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